Tornano le interviste a Sacerdoti "internauti"... dopo Don Vitaliano, Don Franco Barbero e Don Giorigo de Capitani ecco Don Tommaso Schicchitano, nato il 2 dicembre 1976 a Cosenza, ordinato sacerdote il 26 settembre del 2002 dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

cosa vuol dire essere sacerdoti nel 2000?
non credo che sia più o meno difficile di altri tempi. abbiamo certamente più opportunità di un tempo nell'evangelizzazione. non dobbiamo nasconderci però che portiamo il peso di una fragilità generazionale, un'incapacità a vivere i sacrifici di un tempo, la società moderna con tutti i suoi stimoli può disorientarci e rischiamo la "sclerosi" del clero, tanto più oggi portiamo un grande tesoro in fragili vasi di creta; se solo fossimo un po più radicati nella nostra vocazione avremmo opportunità di dialogo immense, insperate in altre epoche.
la scelta del celibato, una scelta, una necessità o una imposizione?
Sarei un falso se non dicessi che è una difficoltà concreta, mi sento di dirti che ci sono momenti in cui lo vivo con forte gioia: quando posso entrare nella vita delle persone ed esercitare quella paternità spirituale che le permette di elevarsi fino a cogliere l'amore di Dio
Che cos'è per te la comunità?
per me è il dono del Risorto, in questo corpo ho la percezione della sua presenza e del suo passaggio.
Internet: è nato un nuovo modo di evangelizzare?
certamente si, ci sto riflettendo da tempo: credo che evolvendo il mezzo cambieremo anche la percezione di fare Chiesa, perché cambierà il nostro modo di trasmettere idee, valori ed esperienze, non sarà un cambiamento sostanziale, ma di forme che ci apriranno alla scoperta di un contenuto fortemente ecclesiale ed universale.
il laico: partecipante alla vita della parrocchia o coadiutore di questa?
io direi protagonista, spero che la Chiesa riscopra sempre più il Concilio Ecumenico Vaticano II, spero che si possa scoprire un modo di fare comunità che non abbia il clero al centro, come se tutto dipendesse dalla bravura del prete.
Termina il curriculum degli studi nel seminario "San Pio X" di Catanzaro.
Parroco di "San Felice Martire" in Carpanzano (Cs) e di "Santa Maria Assunta" in Scigliano (Cs); poi vicario parrocchiale di "Santa Maria Assunta" in Cattedrale in Cosenza, segretario dell'Arcivescovo Mons. Salvatore Nunnari.
Attualmente Parroco di "San Michele Arcangelo" in Donnici di Cosenza e assistente del settore giovani di Azione Cattolica per la diocesi. Studente di Catechetica all'Istituto Teologico "San Tommaso" di Messina. (fonte Wikipedia)

cosa vuol dire essere sacerdoti nel 2000?
non credo che sia più o meno difficile di altri tempi. abbiamo certamente più opportunità di un tempo nell'evangelizzazione. non dobbiamo nasconderci però che portiamo il peso di una fragilità generazionale, un'incapacità a vivere i sacrifici di un tempo, la società moderna con tutti i suoi stimoli può disorientarci e rischiamo la "sclerosi" del clero, tanto più oggi portiamo un grande tesoro in fragili vasi di creta; se solo fossimo un po più radicati nella nostra vocazione avremmo opportunità di dialogo immense, insperate in altre epoche.
la scelta del celibato, una scelta, una necessità o una imposizione?
Sarei un falso se non dicessi che è una difficoltà concreta, mi sento di dirti che ci sono momenti in cui lo vivo con forte gioia: quando posso entrare nella vita delle persone ed esercitare quella paternità spirituale che le permette di elevarsi fino a cogliere l'amore di Dio
Che cos'è per te la comunità?
per me è il dono del Risorto, in questo corpo ho la percezione della sua presenza e del suo passaggio.
Internet: è nato un nuovo modo di evangelizzare?
certamente si, ci sto riflettendo da tempo: credo che evolvendo il mezzo cambieremo anche la percezione di fare Chiesa, perché cambierà il nostro modo di trasmettere idee, valori ed esperienze, non sarà un cambiamento sostanziale, ma di forme che ci apriranno alla scoperta di un contenuto fortemente ecclesiale ed universale.
il laico: partecipante alla vita della parrocchia o coadiutore di questa?
io direi protagonista, spero che la Chiesa riscopra sempre più il Concilio Ecumenico Vaticano II, spero che si possa scoprire un modo di fare comunità che non abbia il clero al centro, come se tutto dipendesse dalla bravura del prete.










